THE LIFE OF CHUCK

Regia di Mike Flanagan
Un film con Tom Hiddleston, Chiwetel Ejiofor, Karen Gillan, Mark Hamill, Harvey Guillen
Genere Drammatico, Fantasy – USA, 2024, durata 110 minuti
Distribuito da Eagle Pictures.
Venerdì 21 novembre – ore 21.00
Domenica 23 novembre – ore 18.00
Lunedì 24 novembre – ore 21.00
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Una serie di eventi sta sconvolgendo il mondo così come lo conoscevamo. Internet non funziona più (privando di Pornhub i suoi più affezionati frequentatori). La California si sta staccando dagli Stati Uniti, in seguito ad eventi tellurici. Le scuole non hanno studenti. Sui pochi mezzi di comunicazione ancora funzionanti compare il ringraziamento al contabile Chuck Krantz per i suoi 39 anni di contributo all’umanità. Da qui inizia il percorso à rebours che ce ne illustra la vita e la passione per il ballo.
Mike Flanagan torna ad affrontare un’opera di Stephen King che questa volta si sviluppa su percorsi distanti dall’horror.
Il regista di Doctor Sleep in questa occasione ha scelto un racconto che fa parte della raccolta “Se scorre il sangue” ma qui il liquido organico non ha alcun ruolo se non quello di alimentare la vita dell’uomo qualunque Chuck Krantz, un contabile divenuto tale grazie alla discendenza familiare e a un nonno per il quale la matematica era fonte di vitalità e di conoscenza.
Søren Kierkegaard ha detto: “La vita si può comprendere solo in retrospettiva ma deve essere vissuta in avanti”. King e Flanagan ci invitano a voltarci indietro partendo da un mondo sull’orlo del baratro essendo ormai troppo oltre sul piano tecnologico e su quello della distruzione dell’ecosistema da non poter più trovare una risposta efficace a quanto accade adattandosi a privarsi di ciò che c’era e ora non c’è più. È in questa situazione preapocalittica che fanno la loro comparsa i ringraziamenti per i 39 anni di attività del protagonista. Del quale ci viene dato di conoscere il carattere vedendolo esplicitarsi nella danza e poi, andando ancora più indietro, nella fase di coming of age.
C’è uno squilibrio voluto nel tempo dedicato ai tre capitoli. L’ultimo (cioè il capitolo 1) è molto più lungo degli altri perché deve mettere le basi della vicenda umana di quest’uomo qualunque che però comprende in sé moltitudini (la spiegazione la si trova nel racconto e/o nel film). Il suo rapporto con il nonno (uno straordinario Mark Hamill) è determinante sotto una molteplicità di punti di vista e si unisce alla passione per il ballo che non lo abbandonerà neanche da adulto.
“Anche i bancari hanno un’anima”, così recitava il titolo di uno spettacolo teatrale di Terzoli e Vaime, protagonista Gino Bramieri. La si rideva con ironia. Qui, in un mix sapiente tra malinconia e leggerezza, veniamo a conoscere l’anima semplice di uno come noi ma proprio perché uomo comune, arricchito da piccoli momenti vissuti con semplicità seppure (non poteva mancare in un film da King) avendo la consapevolezza della fine.
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