Star Trek Beyond

Un film di Justin Lin.
Con Idris Elba, Sofia Boutera, Zoe Saldana, Simon Pegg, Chris Pine.
Titolo originale Star Trek Beyond.
Fantascienza, Ratings: Kids+13, durata 122 min.
USA 2016. – Universal Pictures

PROGRAMMAZIONE:
venerdì 26 Ore 21.00
sabato 27 Ore 21.00
domenica 28 Ore 21.00
martedì 30 Ore 21.00

Solo il Martedì biglietto € 4,00 per TUTTI

James Kirk e l’equipaggio della USS Enterprise raggiungono la stazione spaziale Yorktown, appena completata e pronta a ospitare milioni di persone. Di fronte a una richiesta di aiuto, Kirk decide di intervenire per scoprire cosa si nasconde al di là di una nebulosa. Scoprirà di essere atteso con ansia da forze ostili.
Caratterizzata dalla sete di conoscenza e dallo spirito avventuroso che furono di Ulisse, in contrasto con l’afflato epico-cavalleresco di Star Wars, Star Trek trae una parte della propria forza dalla routine di temi e situazioni, da una natura iterativa propria di certa serialità televisiva. Quasi in apparente contrasto con il proprio protagonista, il capitano James T. Kirk, talmente stanco delle consuetudini da scegliere, per un attimo, di abbandonare l’amata Enterprise. Prima dell’ennesima missione; prima di provare nuovamente il brivido dell’imprevedibilità.
Si apre così Star Trek Beyond, primo episodio post-reboot a non essere affidato alla regia di JJ Abrams (transitato nel frattempo verso l'”altro” franchise spaziale) benché segnato indelebilmente dal suo passaggio. Non solo per la presenza di un Simon Pegg – anche nelle vesti di co-sceneggiatore – o di un Greg Grunberg, ma per il suo tocco da compilatore preciso e ossequioso, attento al recupero di ogni dettaglio di uno script, difficilmente ascrivibile alla passionalità fuori controllo di Justin Lin. Il regista di Fast and Furious adotta un mirabile mimetismo, rivelandosi in un’unica, e deliziosamente pretestuosa, sequenza in cui un Kirk centauro distrae i cattivi con evoluzioni degne di Valentino Rossi.
Dopo gli sconvolgimenti spazio-temporali di Star Trek – Il futuro ha inizio e il ritorno di un villain iconico di Into Darkness – Star Trek, il terzo episodio è chiaramente pensato per stabilizzare la serie su una velocità di crociera, senza antefatti di particolare rilievo. La struttura, del tutto canonica, rimanda alle puntate della serie originaria e classica, con tanto di schermaglie umoristiche tra l’emotivo Bones McCoy e il glaciale ma non troppo Spock e filarini da space opera tra quest’ultimo e l’avvenente Uhura. Un compito arduo di fronte a 142 minuti di durata, ma Lin se la cava ricorrendo a sporadici ma memorabili attimi di visionarietà (su tutti la resa dei conti in assenza di gravità, che sembra uscire da un quadro di Escher).
L’intervento provvidenziale del rock, sotto forma di Sabotage dei Beastie Boys, non è esattamente una novità (specie in ambito sci-fi dopo Guardiani della Galassia), così come il tema del medium antico – la radio, nella fattispecie – a cui ricorrere per salvare un mondo iper-tecnologizzato. Ma nonostante ciò, e nonostante una insostenibile correttezza politica (pessima narrativamente la rivelazione dell’omosessualità di Sulu, che rimanda a quella dell’interprete originario), Star Trek Beyond resta un gradevole momento di intrattenimento in compagnia di alcuni dei migliori amici che si possano desiderare. Cosa che può sembrare poco rispetto alle attese ma che si dimostra assai più rilevante in tempi che rifuggono la medietà per abbracciare il gigantismo ad ogni costo.

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