Regia di Malcolm D. Lee.
Un film con LeBron James, Don Cheadle, Khris Davis, Sonequa Martin-Green, Cedric Joe.
Genere Animazione, Avventura, Commedia, – USA, 2021, durata 115 minuti.
Distribuito da Warner Bros Italia.
Consigli per la visione di bambini e ragazzi: Film per tutti

sabato 30, ore 21.00
domenica 31, ore 21.00
lunedì 1, ore 16.00 e 18.00
martedì 2, ore 21.00

LeBron James, campione di pallacanestro che da ragazzino fu in grado di abbandonare la passione per i videogiochi per concentrarsi sul gioco dal vero, sogna un futuro da sportivi per i figli Darius e Dominic. Mentre con il primo le cose vanno come sperato, con il secondo LeBron è costretto a infinite discussioni, per via del desiderio di Dom di diventare progettista di videogiochi. Durante un incontro con i capi della Warner Bros., Dom chiede informazioni sui server degli studios e attira l’attenzione di uno di questi, Al-G Rhythm. Malvagio e indipendente, Al-G risucchia LeBron e il figlio in un universo parallelo composto da film, cartoni e serie della Warner e costringe il campione a giocare con i Looney Tunes contro la Goon Squad, squadra composta dai cloni computerizzati di alcuni fortissimi giocatori di basket.

25 anni dopo il primo Space Jam, LeBron James prende il posto di Michael Jordan e scende sul parquet più assurdo e comico del cinema americano per vivere un’avventura che saccheggia l’intero archivio della Warner.

Nel 1996 un’operazione di merchandising come Space Jam serviva alla Warner per avvicinare i giovani dell’epoca alle creature più famose del proprio repertorio animato e per prendere una fetta di appassionati di basket, in quegli anni galvanizzati dal ritorno sui campi di Michael Jordan e disposti a prendere in giro la sua disastrosa avventura nel baseball professionistico.

Mutatis mutandis, nel 2021 al posto di Jordan c’è un altro grandissimo del basket americano, LeBron James, e una nuova esigenza del sistema hollywoodiano – non solo della Warner – che da tempo è interessato più a sfruttare gli immensi archivi di film, storie e personaggi (in una logica da catalogo in streaming, chiaramente) che a realizzare prodotti originali.

E se un paio d’anni fa un’operazione perfettamente in linea con questa tendenza come Ready Player One, distribuito dalla Warner, aveva avuto bisogno di un gigante come Spielberg per accaparrarsi i diritti dei film da riprodurre, per Space Jam – New Legends non si sono dovuti nemmeno scomodare troppe squadre di avvocati. A questo giro, infatti, la partita si giocava in casa e il regista Malcolm D. Lee e il suo plotone di sceneggiatori hanno avuto carta bianca sul catalogo da sfogliare e riesumare in cartone animato: Hanna & Barbera, Il Trono di Spade, i supereroi della DC Comics, il Signore degli anelli, Matrix, It, Il mago di Oz, Casablanca, Arancia meccanica, Mad Max: Fury Road, addirittura Che fine ha fatto Baby Jane?…

Non c’era insomma limite creativo per gli autori di Space Jam – New Legends, a parte l’autocondanna della stessa Hollywood a museificare il proprio immaginario, senza essere in grado di creane uno nuovo. Pure le scene iniziali ambientate negli anni ’90, per dire, sono girate con la tipica luce biancastra e gli obiettivi deformanti dell’epoca, a riprova di una stupefacente consapevolezza tecnica alla quale non corrisponde, però, un’altrettanto felice ispirazione.

Il film in questione è decisamente superiore al suo antenato, è più curato, più dinamico, più avanti – e non potrebbe essere altrimenti – nell’integrazione fra figure dal vero e figure animate. A cominciare però dallo stesso LeBron, inevitabilmente più abituato di Jordan a stare davanti a un obiettivo, il film è troppo compiaciuto della propria autoironia: fa di un algoritmo con il volto e la voce di Don Cheadle il cattivo per antonomasia, prende in giro gli sportivi che diventano attori, dipinge il proprio stesso obiettivo (quello cioè di trasformare LeBron James in un cartone da integrare al resto dei Looney Tunes) come lo scenario distopico da scongiurare, come il suo predecessore chiama nella parte dei cattivissimi alcune stare della NBA (Anthony Davis, Damian Lillard, Draymond Green…) e della WNBA, la lega professionistica di pallacanestro femminile (Diana Taurasi e Nneka Ogwumike).

La trasparenza del digitale che intrappola LeBron e il figlio diventa così la perfetta sintesi di Space Jam – New Legends, un film inesistente che chiama a raccolta nomi, titoli e personaggi della storia della Warner per una autocelebrazione divertita e innegabilmente divertente, che toglie però ai Looney Tunes la loro caratteristica più bella, quella cioè di distruggere e reinventare tutto ciò che gli capita a tiro.