Lontano lontano

Regia di Gianni Di Gregorio.
Un film Da vedere 2019 con Ennio Fantastichini, Giorgio Colangeli, Gianni Di Gregorio, Daphne Scoccia, Salih Saadin Khalid.
Genere Commedia, – Italia, 2019, durata 90 minuti.
Distribuito da Parthénos.
Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13

venerdì 1 maggio – ore 21.00
domenica 3 maggio – ore 18.00
lunedì 4 maggio – ore 21.00

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Giorgetto e il professore sono amici da sempre. Tra un bicchiere di vino (bianco) e una passeggiata a Trastevere discutono della pensione che non basta mai e che probabilmente dovrebbero spendere altrove, in un paese straniero in cui la vita costi meno e il ritiro sia più dolce. A loro si aggiunge Attilio che una pensione non ce l’ha ma sopravvive restaurando mobili fuori porta. Dopo aver consultato un ‘esperto’ di pensioni statali all’estero, optano per le Azzorre. Stabilita una cassa comune e presa la prima lezione di portoghese, si preparano scrupolosamente per la partenza ma una variabile maggiore si impone e i nostri non andranno oltre Porta Settimiana.

Quarta volta per Gianni Di Gregorio che riprende il filo del suo cinema di quartiere con una modestia sempre benvenuta.

Niente effetti speciali o scenari ricostruiti ma una storia inscritta nel suo habitat naturale: Trastevere e i suoi caffè, luoghi preferiti dell’ozio romano e viavai di saluti, proposte, offerte, idee, progetti. E la romanità è da sempre l’ingrediente segreto aggiunto all’intrigo principale. A questo giro di vicoli, il soggetto è la ‘favolosa pensione’ degli italiani all’estero, tra vantaggi fiscali e sole abbagliante.

Ma più dei film precedenti, Lontano Lontano coglie l’essenza della romanità, della sua espressività linguistica che impasta le immagini. Immagini che compongono insieme un vero e proprio saggio di antropologia urbana (trasteverina). Perché Trastevere è un’isola all’interno della città, è una culla della tradizione popolare romana di cui Di Gregorio intercetta i cambiamenti avvenuti nel corso degli anni, stemperandoli in una bonaria e calorosa mimesi del parlato. Una scelta stilistica che è anche chiave interpretativa per proporre una delle possibili letture sociali del tessuto trasteverino, così stratificato, variegato e ricco.

Letteralmente costellato di ‘voci’, Lontano Lontano ne schiera tre, Ennio Fantastichini, Giorgio Colangeli e naturalmente Gianni Di Gregorio lui même, producendo un coro che moltiplica i punti di vista e riferisce dall’interno cosa significhi oggi abitare nel ‘rione’ Italia. Mentre il film costruisce il ‘senso del luogo’, regista e compagni progettano la maniera di ‘disattivarlo’, emigrando.

A questo punto, dopo la magistrale lezione di Roberto Herlitzka sui vantaggi di una ‘seconda vita’ lontano dall’Italia e dalla pressione fiscale che riduce le pensioni, Di Gregorio dimostra che il cinema italiano è ancora capace di fare i conti con l’economia, con i suoi processi e con i riflessi che provoca sulla vita delle persone. Con precisione socio-antropologica e un grande senso dell’umorismo, Lontano Lontano metta a fuoco l’identità di coloro che non producono più ricchezza, un gruppo di pensionati a confronto coi meccanismi e le trasformazioni dell’economia.

Cialtroneschi e pasticcioni, progettano il colpo grosso in una spiaggia delle Azzorre, dove la qualità della vita e il potere di acquisto non hanno eguali. La messa in scena dei goffi tentativi, dei gesti maldestri e della confusione emotiva dei personaggi consente all’autore di schiacciare sul pedale del velleitarismo, spremendo dall’evidente inadeguatezza dei suoi antieroi effetti comici di irresistibile ilarità. Ma la costruzione irridente di caratteri dismessi e fallimentari, è bilanciata dalla rappresentazione ‘oggettiva’ di una moderata produttività.

Mentre i nostri tentano invano di convincersi a lasciare il Belpaese, il piano li obbliga a impegnarsi, per non sfigurare agli occhi degli altri, in un’attività (minima) di produzione (vendita di libri antichi, scarico della frutta). Il ricavato finisce in una cassa comune che finanzierà non il loro futuro ma il presente del prossimo. L’idea ingegnosa è derivare quel gesto di solidarietà dalla flemmaticità esistenziale (e tutta romana) dei protagonisti e non da un movimento filantropico spontaneo. Il risultato, privato di qualsiasi ridondanza, è esilarante e procura effetti (e un affetto) incontenibili, che rinforzano una satira scanzonata del mito del ritiro all’estero.

Lontano Lontano è una presa d’atto dei paradossi dell’economia, in fondo alla quale la coppia ‘risata-magnata’ sembra la più coerente possibile. Le evasioni fuori porta (Settimiana), principalmente alla ricerca del ristorante migliore, provocano una gradita indolenza, ancorando la storia ai sampietrini della realtà, che il popolo di Trastevere gestisce con orgoglio e spirito. E la dignità che Gianni Di Gregorio gli conferisce è veramente bella da guardare.

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