L’Inganno

Regia di Sofia Coppola.
Un film con Colin Farrell, Nicole Kidman, Kirsten Dunst, Elle Fanning, Oona Laurence.
Titolo originale: The Beguiled.
Genere Drammatico – USA, 2017, durata 91 minuti.
Distribuito da Universal Pictures.
Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13

Venerdì 13 ottobre, ore 21.00
Sabato 14 ottobre, ore 21.00
Domenica 15 ottobre, ore 21.00
Lunedì 16 ottobre, ore 21.00
Martedì 17 ottobre, ore 21.00

Solo Martedì per TUTTI Biglietto € 4,00

In piena Guerra di Secessione, nel profondo Sud, le donne di diverse età che sono rimaste in un internato per ragazze di buona famiglia danno ricovero ad un soldato ferito. Dopo averlo curato e rifocillato costui resta confinato nella sua camera attraendo però, in vario modo e misura, l’attenzione di tutte. La tensione aumenterà mutando profondamente i rapporti tra loro e l’ospite.
Quando Sofia Coppola ha annunciato di aver deciso di realizzare il remake de La notte brava del soldato Jonathan e quando, successivamente, se ne sono viste le prime immagini tutto faceva pensare a una nuova incursione creativamente innovativa in un passato storicamente ormai ben definito dal cinema come accadde per Marie Antoinette.
Spiace quindi un po’ dover constatare che, questa volta, il miracolo non si è verificato. Ovviamente non ci troviamo davanti a un brutto film e sarebbe anche poco produttivo andare a indagare su cosa è conservato dell’originale e quanto sia invece stato mutato.

Il problema risiede nella scelta di un soggetto che all’epoca rappresentò un punto fermo nell’ambito di un cinema che rileggeva il passato guardando al presente rimanendo tuttora un film valido nonostante il flop al box office. I tempi sono ovviamente mutati così Sofia Coppola decide di privilegiare, ancora una volta, l’analisi delle reazioni in un microcosmo femminile.
È questo ‘ancora una volta’ che finisce con l’indebolire l’assunto complessivo. Il caporale McBurney non ha più la valenza simbolica di un corpo (all’epoca quello di un giovane Clint Eastwood) che da oggetto del desiderio viene a configurarsi come oggetto di martirio rimandando a un Cristo crocifisso e deposto. Coppola preferisce indagare sugli sguardi e le posture di donne che hanno interiorizzato le buone maniere e cercano di trasmetterle alle giovani generazioni mentre sotto la pelle e le crinoline covano pulsioni che la società del tempo non può loro riconoscere. Come le vergini suicide, come la regina di Francia… come i personaggi e le storie che ama. Questo non le impedisce di passare da un genere all’altro nell’arco di novanta minuti e di farlo con l’acutezza ma, in questo caso, anche con una leggerezza accattivante. Però si conclude la proiezione con la sensazione che la sceneggiatura, così come l’arto del caporale McBurney, abbia subito un trattamento al contempo suadente ma troppo drastico.

Loading...