L’era glaciale: In rotta di collisione

Un film di Mike Thurmeier, Galen T. Chu.
Con John Leguizamo, Denis Leary, Keke Palmer, Queen Latifah, Ray Romano.
Titolo originale Ice Age: Collision Course. Animazione
Ratings: Kids, durata 99 min.
USA 2016. – 20th Century Fox

PROGRAMMAZIONE:
Venerdì 9 settembre, ore 21.00
Sabato 10 settembre, ore 21.00
Domenica 11 settembre, ore 16.00 e 21.00
Martedì 13 settembre, ore 21.00
Sabato 17 settembre, ore 21.00
Domenica 18 settembre, ore 16.00 e 21.00
Martedì 20 settembre, ore 21.00

Solo il Martedì biglietto € 4,00 per TUTTI

Nell’epico e perpetuo inseguimento dell’inafferrabile ghianda, Scrat si ritrova catapultato nello spazio profondo dove procede accidentalmente alla disposizione dei pianeti del sistema solare e provoca suo malgrado un’enorme minaccia alla Terra. Un asteroide gigantesco è diretto sul pianeta e niente sembra arrestare la sua corsa. Contro il pericolo cosmico e fatale, Sid, Diego e Manny cercano una soluzione e ritrovano Buck, furetto intrepido ed eccentrico che sa come evitare l’imminente apocalisse. Alle prese con problemi familiari altrettanto esplosivi, i tre storici compagni risolveranno i loro conflitti in terra come in cielo, garantendo ancora una volta una vita serena ai loro cari, a prede e a predatori.
Da quattordici anni guardiamo Scrat inseguire la sua imprendibile ghianda e il piacere della visione resta intatto. Dopo aver provocato accidentalmente lo scioglimento dei ghiacciai, il riscaldamento climatico, la deriva dei continenti e un’eruzione vulcanica, a questo giro di saga Scrat si spinge verso l’infinito e oltre. Detonatore incosciente di un’apocalisse meteoritica destinata a impattare la Terra e i nostri amici di sempre, Scrat persevera caparbio, rosicchiando ai margini e avanzando lungo le faglie del franchise Ice Age.
Sisifo roditore e roso dal possesso, lo scoiattolo della Blue Sky minaccia in permanenza di far scivolare la preistoria nella storia. La sua forza, priva di ragione o di istinto di conservazione, non è che uno slancio puro verso l’oggetto del desiderio, una ghianda che Scrat vuole più di tutto, vuole per sé e al riparo da qualsiasi pericolo. Ma la sua ambizione è regolarmente frustrata dalla condizione di vita preistorica, dove niente è sicuro e stabile. Se Sid, Diego e Manny si assicurano con l’amicizia e la cooperazione la sopravvivenza e la volontà di eludere l’estinzione, Scrat è un battitore libero ‘battuto’ questa volta dalla forza di gravità artificiale.
Quinto appuntamento di una saga interminabile che si ripete senza rinnovarsi mai, se non allargando la famiglia e il bestiario, L’era glaciale: in rotta di collisione trova di nuovo in Scrat la sua ragione di essere, l’interludio ostinato di una saga che procede ormai per accumulazione e non per variazione. Dal primo episodio nel 2002 una folla brulicante di sidekicks comici, antagonisti variopinti, fidanzate imbellettate e marmocchi queruli si è raccolta intorno al trio originale. Ed è proprio su questa moltitudine che il prestigioso studio ha puntato tutto. Così al cuore di questa nuova avventura c’è la figlia di Manny, (in)decisa a lasciare mamma e papà per lanciarsi nella vita a due con un mammut rapper e naïve.
A dispetto della mole, l’argomento è esile, trito e gremito da un nugolo chiassoso di bestioline secondarie che colma la povertà creativa con vecchie gag. Che a scompigliare le fila giurassiche arrivi un asteroide, un’era glaciale o un T. Rex, gli autori della Blue Sky hanno dato fondo alle idee ‘disegnando’ il medesimo ritornello ad libitum. Nondimeno, se effetto sorpresa e originalità difettano, il valore resiste negli occhi strabuzzati di Scrat in cui si riflettono le galassie e una singolare cosmogonia. E se il Big Bang fosse stato uno scoppio di risa e l’idea di dio l’incontro mancato tra uno scoiattolo e una ghianda? L’era glaciale: in rotta di collisione canta allora l’epopea di Scrat da qualche parte nell’universo profondo. Responsabile, totalmente irresponsabile, è la causa di tutto quello che affligge l’era preistorica, è il personaggio secondario assoluto o il destino stesso le cui azioni determinano le re-azioni degli eroi, impegnati daccapo a salvare il mondo. A metà tra la caricatura e l’allegoria, la creatura di Peter de Sève dissimula dietro l’ostinazione assurda lo sforzo permanente di continuare.
Il corto che precede il film (Cosmic Scrat-tastrophe) rivela allora la grandezza metafisica di Scrat. Figura della perseveranza, e perseverare è impegnarsi a esistere malgrado tutto, ci insegna a trasformare i nostri limiti in nuovi orizzonti. In fondo la perseveranza è all’origine del mondo, di Scrat e di ogni desiderio impossibile.

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