COYOTE VS. ACME

Regia di Dave Green
Un film con John Cena, Lana Condor, Will Forte, P.J. Byrne, Nancy Linehan Charles
Genere Animazione, Avventura, Commedia – USA, 2026, durata 103 minuti
Distribuito da Lucky Red.

Venerdì 11 settembre – ore 21.00
Sabato 12 settembre – ore 21.00
Domenica 13 settembre – ore 21.00
Martedì 15 settembre – ore 21.00

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Willy il Coyote, come al solito, non se la passa bene: la sua infinita caccia al velocissimo e inafferrabile Beep Beep continua a risolversi in una serie di catastrofici fallimenti, spesso determinati dal malfunzionamento della strumentazione e degli esplosivi acquistati per posta dalla ACME. Quando vede alla Tv lo spot dell’avvocato Kevin Avery, pronto a fare causa proprio alla ACME per incidenti da cartone animato, Willy parte per Albuquerque e porta con sé tutta la montagna di prodotti difettosi comprati da ACME. A Kevin la causa sembra troppo grossa, ma l’astuzia del Coyote e la solerzia di una assistente dello studio legale lo portano ad accettarla. Kevin confida di risolvere tutto in un rapido patteggiamento, ma il Coyote dà fuoco alle carte e innesca così una guerra legale senza esclusione di colpi, che coinvolgerà molti dei più celebri personaggi dei Looney Tunes.
Coyote vs. Acme è un legal drama dell’assurdo, è il nuovo Roger Rabbit, è un’opera contro l’impunità delle grandi aziende, contro la sperimentazione sugli animali e, suo malgrado, è anche un’opera che riecheggia la battaglia della propria faticosa distribuzione.

Il film di Dave Green, prodotto da James Gunn, è ispirato a un brillante articolo umoristico pubblicato sul The New Yorker a firma di Ian Frazer nel 1990, scritto con la secchezza linguistica di una fittizia causa legale, ma proprio per questo irresistibile nel raccontare i danni fisici e morali subiti da Willy il coyote nella sua inesausta caccia al Beep Beep. Ci sono voluti anni perché si decidesse di farne un film e altri anni ancora per scrivere un copione che convincesse la Warner Bros, ma l’avventura era solo iniziata. A film ultimato infatti la Warner, decide di chiuderlo in un cassetto e derubricarlo come una perdita netta in modo da guadagnarne un rimborso fiscale (come Batgirl, che però non ha mai ultimato la post-produzione).

In molti si indignano e tra loro anche importanti voci di Hollywood come il duo Christopher Lord e Phil Miller. La Warner raccoglie così le offerte di studios e stremer, ma alla fine decide di nuovo di cancellare l’uscita e considerarlo una perdita. La campagna di protesta si riaccende sui social e nel 2024 il protagonista Will Forte, dopo aver visto il film, lo descrive come un’opera toccante sostenendo la causa. Nel 2025 il film viene acquistato per 50 milioni di dollari dalla Ketchup Entertainment, che già aveva salvato da una distribuzione diretta su HBO Max Un’avventura spaziale – Un film dei Looney Tunes. Il film avrà così distribuzione e se pur non è un esatto riflesso di questa vicenda, perché non racconta una battaglia per la libertà d’espressione, è senz’altro una storia in stile Davide e Golia e una sorta di class action contro una grande corporazione.
Realizzato in tecnica mista, con live action e animazione 2D e 3D, unisce il mondo dei cartoon a quello degli esseri umani con una inatteso rigore, senza rompere la quarta parete e senza mai dare la capacità di parola a Willy o a Beep Beep. Il primo è infatti dotato di un numero limitato di cartelli su cui mostrare brevi frasi e il secondo non fa altro che il suo caratteristico verso, eppure entrambi riescono a trovare posto nel più verboso dei generi, quello delle aule di tribunale. Un piccolo miracolo di astuzia, aiutato dall’animazione fortemente espressiva che ha sempre caratterizzato i personaggi Warner e da un’ottima prova comica di Will Forte e di John Cena, nei panni del villain Buddy Crane.

Così crudele da ricattare Titti minacciando di rovinare la sua nonnina, Crane ha anche fatto imprigionare in una sorta di spazio liminale il geniale Dr. Lorre (che già dagli anni Quaranta presenta le fattezze del grande Peter Lorre). Lorre infatti aveva protestato contro l’uso dei cartoni animati come cavie delle invenzioni della Acme, che produce qui pure articoli per umani perfettamente sicuri, perché appunto testati sui personaggi animati. Questi hanno non per caso fattezze di animali, infatti l’animalismo è uno dei temi al cuore del film, che racconta del resto anche di come un uomo impara a essere amico di un canide.

Coyote vs. Acme non ha la finezza metacinematografica di Chi ha incastrato Roger Rabbit? Ma è ricco di passaggi esilaranti e vanta un efficace colpo di scena che naturalmente non riveleremo. Non solo intrattiene, ma trova pure una risoluzione finale toccante, con il confronto più sincero che Willy e Beep Beep hanno mai avuto. Difficile restare indifferenti, perché la popolarità del personaggio di Chuck Jones e Michael Maltese fa appello a caratteristiche davvero universali della condizione umana. Parafrasando un poco quel che cantava Finardi: siamo tutti come Willy il Coyote, che cade ma non molla mai…

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