Aquarius

Un film di Kleber Mendonça Filho.
Con Sonia Braga, Maeve Jinkings, Irandhir Santos, Humberto Carrão, Fernando Teixeira.
Drammatico, Ratings: Kids+13, durata 140 min.
Brasile 2016. – Teodora Film

Venerdì 12 maggio, ore 21.00
Lunedì 15 maggio, ore 21.00

Clara è un critico musicale in pensione ed è rimasta l’unica ad abitare il palazzo “Aquarius”, costruito negli anni Quaranta per l’alta borghesia di Recife. Tutti gli altri inquilini hanno ceduto alle offerte di una società immobiliare che ora possiede l’intero stabile, con l’eccezione dell’interno di Clara. Tra lei e Diego, il giovane incaricato del progetto dalla Società, s’innesca un’aperta guerra fredda, che spinge forzatamente la donna a ripensare al proprio passato così come al futuro che l’aspetta.
Il mercato delle proprietà immobiliari si è comportato in maniera vorace, bestiale, come gli squali al largo della spiaggia di fronte all’Aquarius, prima della grande recessione. Le case in Brasile cadevano sotto il peso delle ruspe, mentre saliva altrettanto incessantemente il volume della corruzione nel Paese. Kleber Mendonça Filho racconta cosa significa avere una storia e non essere disposti a dimenticarla prima del tempo, perché è la propria storia che fa la differenza, la propria unicità. Lo dice con la metafora del disco di vinile e lo mostra, senza bisogno di sottolineature superflue, attraverso il ritratto di una donna che dire determinata è dire poco, cui dà corpo una straordinaria Sonia Braga.
Ciò che più colpisce, in Aquarius è la sincronicità di battito cardiaco tra il film nel suo insieme e la sua protagonista. Clara ha vinto un cancro, è ancora giovane, ha bisogno di sentirsi viva, ascoltando la musica ad alto volume, con il fratello e gli amici: il film è con lei, con lei sorride, si commuove, pulsa. Clara è vedova, ora ha un’altra routine: un bagno nell’oceano, un disco melodico, una coccola ai lunghi capelli; e il film rallenta, si adagia, le sta accanto, per alleviarne la solitudine non dichiarata, per ribadirne la natura testarda ma anche spiritosa, e capace di sinceri attaccamenti. Lungo e calmo, Aquarius è tuttavia anche teso, attraversato da una forza sotterranea, che a volte è desiderio, a volte rabbia, a volte vita e nient’altro, la forza di Donna Clara. Sotto un’apparente continuità di tono, varia moltissimo, assecondando ogni sfumatura psicologica della sua abitante. Perché il cinema è la casa e il personaggio di Clara è parte di essa, si confonde con essa e sa che non potrebbe mai andare altrove o essere altro.
Un finale perfettamente congeniato dà ulteriore sostanza ad un film a suo modo intrigante, in cui la musica ha un ruolo di primo piano nel tratteggiare questo sfaccettato ritratto di signora.

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