Animali Fantastici – I Crimini di Grindelwald

Regia di David Yates.
Un film Da vedere 2018 con Eddie Redmayne, Katherine Waterston, Dan Fogler, Alison Sudol, Ezra Miller.
Titolo originale: Fantastic Beasts: The Crimes of Grindelwald.
Genere Fantasy, Avventura – Gran Bretagna, USA, 2018, durata 134 minuti.
Distribuito da Warner Bros Italia.
Consigli per la visione di bambini e ragazzi: Film per tutti

Venerdì 30 novembre – ore 21,00
Sabato 1 dicembre – ore 21,00
Domenica 2 dicembre – ore 16.00 – 18.15 – 21,00
Martedì 4 dicembre – ore 21,00

Solo Martedì per TUTTI Biglietto € 4,00

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New York, 1927. Sono passati pochi mesi dalla cattura da parte del MACUSA del perfido e potente Grindelwald e, come da minaccia, il Mago Oscuro sfugge presto alla detenzione, nel corso di una sequenza aerea che stabilisce da subito le caratteristiche dello spettacolo visivo che sta per seguire: vertiginoso, inquieto e acrobatico. Grindelwald ha piani estremi, sul mondo dei maghi e su quello dei non maghi, e si dirige a radunare i suoi seguaci, pescando tra le fila degli scontenti per i metodi repressivi e violenti del Ministero della Magia. Ma in particolare cerca Credence, l’Obscuriale miracolosamente scampato alla morte. Anche Newt Scamander, il timido magizoologo, è sulle tracce del ragazzo, per conto di Albus Silente. E naturalmente anche il Ministero, e l’Auror Tina, con la quale Newt ha un malinteso sentimentale in sospeso.

Il secondo film della serie Animali Fantastici è quello in cui si fanno più stretti ed evidenti i legami con l’universo della saga di Harry Potter, si va e si viene da Hogwarts, s’intravedono Dobby, una giovane McGonagall e soprattutto entra in scena Silente stesso.

Silente è incarnato da un affascinante Jude Law che gli dona carisma, sicurezza, e non ultima quella dose di ambiguità che il personaggio anziano si era lasciato alle spalle, ma che sappiamo presente nel suo curriculum e intimamente legata proprio alla relazione con Grindelwald.

È questo però anche il capitolo in cui ci si lascia definitivamente alle spalle il tempo della favola e del disimpegno: lo sancisce metaforicamente l’uccisione di un bambino, tra le prime azioni del malvagio evaso, mentre, a livello più esplicito, il protagonista è chiamato a scegliere da che parte stare, lui che avrebbe preferito di gran lunga potersi disinteressare dei tormenti umani per dedicarsi con curiosità da scienziato ai suoi animali. Non è più tempo di incertezze e allusioni: quello del Mago Oscuro è un progetto nazista, di pulizia etnica, l’auspicio di un regime del terrore, drappeggiato di nero e di follia, e tutto lascia intendere che la strada per abbatterlo sarà lunga e costellata di perdite.

Scritto e sceneggiato dalla Rowling, col fedelissimo David Yates alla regia, I crimini di Grindelwald è talmente popolato di personaggi, nomi, incantesimi, colpi di scena che, specie nella zona finale, rischia l’effetto magic soap (opera), ma è lo scotto che paga chi ha una platea affamata da nutrire e in questo modo la creatrice sta assicurando che le scorte di novità sono più che abbondanti, e che l’attività transmediale che seguirà la visione non conoscerà la noia.

Rischiano di trovarsi in minoranza anche coloro a cui la serie è dedicata, vale a dire l’asticello Picket, lo snaso e gli altri animali che abitano la valigia di Newt, perché sorpassati a questo giro da una serie di ambienti fantastici, due dei quali rispondono al nome di Londra e Parigi.

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