1981: Indagine a New York

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Un film di J.C. Candore.
Con Oscar Isaac, Jessica Chastain, David Oyelowo, Alessandro Nivola, Albert Brooks.
Titolo originale A Most Violent Year.
Thriller, Ratings: Kids+13, durata 125 min.
USA 2014. – Movies Inspired

PROGRAMMAZIONE:
venerdì 15 aprile, ore 21.00
domenica 17 aprile ore 18.00
lunedì 18 aprile, ore 21.00

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Inverno 1981, New York. Abel Morales è un intraprendente proprietario di un’azienda a conduzione familiare che tratta in olio combustibile. Da qualche tempo alcune sue cisterne vengono prese d’assalto da malviventi che le fanno sparire nel nulla con il loro carico. Ciò accade proprio mentre Abel sta per portare a termine l’acquisto di un deposito più grande che gli permetterebbe di compiere il salto in avanti professionale da sempre sognato. Deve trovare il denaro necessario per completare l’acquisizione e contemporaneamente un’indagine da lungo tempo avviata sulla sua attività sta per giungere a compimento con gravi capi di imputazione: Abel sa di essersi sempre comportato in modo corretto ma ora il tempo stringe e potrebbe essere tentato di cercare altre strade.
A J.C. Chandor piace descrivere le crisi e come gli individui reagiscono alle stesse. Lo ha fatto con il suo film d’esordio Margin Call, in cui il pericolo era imminente e richiedeva di agire scegliendo un’etica o facendone a meno e ha proseguito immergendo un unico protagonista nei marosi dell’Oceano indiano in All Is Lost – Tutto è perduto. Torna ora sul tema scrivendo e dirigendo un film il cui titolo originale è molto più significativo di quello neutrale per il mercato italiano. Perché A Most Violent Year fa esplicito riferimento all’anno 1981 che è risultato sul piano statistico uno di quelli in cui si è registrato un elevatissimo numero di crimini a New York. È in questo ‘oceano’ che si trova a navigare Abel Morales che ha sposato la figlia di un gangster dal quale ha acquisito l’azienda ma che non ha e non vuole avere nulla a che fare con il malaffare. Vuole navigare tenendo la barra dritta ma tutto intorno a lui sembra coalizzarsi contro questa volontà.
Sembra di assistere a un film di altri tempi mentre si segue la via crucis di quest’uomo che non ha nulla dell’ingenuo ma che sembra far propria la massima evangelica che invita ad essere prudenti come serpenti e al contempo candidi come colombe. Ma quello che potrebbe sembrare un difetto costituisce invece il pregio assoluto di questo film condotto con mano ferma e con conoscenza dei generi (in particolare di quello gangsteristico). Perché, mentre ogni certezza sembra crollare e il tempo per realizzare il proprio sogno si fa sempre più esiguo, sul volto di un ottimo Oscar Isaac (sicuramente più adatto al ruolo di Javier Bardem, che ha abbandonato per divergenza di vedute con Chandor) compaiono tutti i dubbi di chi si chiede se piegarsi al ‘lato oscuro della forza’ non sia in definitiva la scelta migliore. Lo spettatore è implicitamente invitato a fare proprie le sue aporie e a chiedersi cosa farebbe al suo posto. Si tratta di un processo di coinvolgimento che nel cinema di questi tempi non è poi così diffuso.

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